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Giuseppe Pellizza da Volpedo (July 28, 1868 - June 14, 1907) was an
Italian painter. He was born and died in
Volpedo, in the
Piedmont region of northern Italy.
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Pellizza, considered a neo-impressionist artist, was a divisionist painter - using small dots of paints according to specific color theory.
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His most famous work is
Il Quarto Stato ("The
Fourth Estate"). This rich, expressive work has become a well-known symbol for progressive and socialist causes in Italy, and throughout Europe. The painting is shown during the opening credits of Bernardo Bertolucci's film
1900.
References
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Giuseppe Pellizza da Volpedo
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Formazione
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Alla fine dell'anno accademico ritorna a Volpedo, allo scopo di dedicarsi alla pittura dal vero attraverso lo studio della natura. Non ritenendosi soddisfatto della preparazione raggiunta, si recò a Bergamo, dove all'
Accademia Carrara seguì i corsi privati di
Cesare Tallone. Nel
1889 visitò Parigi in occasione dell'
Esposizione universale. Frequentò poi l'
Accademia Ligustica a
Genova. Al termine di quest’ultimo tirocinio, ritornò al paese natale, dove sposò una contadina del luogo, Teresa Bidone, nel
1892. Da quello stesso anno, cominciò ad aggiungere "da Volpedo" alla propria firma.
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La maturità artistica
Il pittore in questi anni abbandona progressivamente la pittura ad impasto per adottare il divisionismo. Si confrontò così con altri pittori che usavano questa tecnica, soprattutto con
Giovanni Segantini,
Angelo Morbelli,
Vittore Grubicy de Dragon,
Plinio Nomellini,
Emilio Longoni e, in parte, anche con
Gaetano Previati. Nel
1891 espose alla
Triennale di Milano, facendosi conoscere al grande pubblico. Continuò a esporre in giro per l'Italia (Esposizione Italo-Colombiana di Genova
1892, di nuovo Milano
1894). Tornò a Firenze nel
1893, vi frequentò l'Istituto di Studi Superiori, visitò poi Roma e Napoli. Nel
1900 espose a Parigi
Lo specchio della vita. Nel
1901, portò a termine
Il Quarto Stato, a cui aveva dedicato dieci anni di studi e fatica. L'opera, esposta l'anno successivo alla
Quadriennale di Torino, non ottenne il riconoscimento sperato, anzi scatenò polemiche e sconcerto presso molti dei suoi amici. Deluso, finì per abbandonare i rapporti con molti letterati e artisti dell'epoca, con i quali già da tempo intratteneva fitti rapporti epistolari. Morto nel frattempo Segantini, nel
1904 Pellizza intraprese un viaggio in Engandina, luogo segantiano, al fine di riflettere maggiormente sulle motivazioni e sull'ispirazione del pittore da lui considerato suo maestro. Nel
1906, grazie alla sempre maggiore circolazione delle sue opere in esposizioni nazionali e internazionali, fu chiamato a
Roma, dove riuscì a vendere un'opera perfino allo Stato: ‘’Il sole’’, destinato alla Galleria di Arte Moderna. Sembrava l'inizio di un nuovo periodo favorevole, in cui finalmente l'ambiente artistico e letterario riconosceva i temi delle sue opere. Ma l'improvvisa morte della moglie, nel
1907, gettò l'artista in una profonda crisi depressiva. Il 14 giugno dello stesso anno, non ancora quarantenne, si suicidò impiccandosi nel suo studio di Volpedo.
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Le principali opere
- Il quarto stato (Museo del Novecento di Milano)
- Fiumana (Accademia di Brera di Milano)
- Ambasciatori della fame (Civica Galleria d'Arte Moderna di Milano)
- Il sole (Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma)
- L'amore nella vita (Collezione privata a Lonedo)
- Il sorgere del sole (Collezione privata a Torino)
- Panni al sole (Collezione privata a Milano)
- Passeggiata amorosa (Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno)
- Prato fiorito (Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma)
- Statua a Villa Borghese (Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Venezia)
- Lo specchio della vita (E ciò che l'una fa e l'altre fanno) (Museo civico di Torino)
- L'annegato (Pinacoteca Civica di Alessandria)
- Idillio primaverile (Collezione privata)
- Il Morticino (Museo d'Orsay di Parigi)
- Sul Fienile (Collezione Privata)
Musei
Elenco dei
musei che contengono opere dell'artista:
Pinacoteca Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona
Altri progetti
Collegamenti esterni